Marina Wiesendanger's
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  03/04/2005; 15.58.46


giovedì 3 febbraio 2005


E’ il fioraio di Milano, il Bianchi di Via Montebello.

Non saprei dire chi non lo conosce. E’ carissimo ma puoi avere

quello che nessun altro fioraio puo’darti.

 

Anche il posto che abita è bello, d’angolo sulla piazza grande,

fatta di grandi aiuole un po’ pelate d’inverno, e di panchine e alberi grandi.

C’è sempre una macchina in doppia fila, qualcuno è andato a comprare

i suoi fiori incredibili o un cesto composto come fa lui.

 

Dentro, due stanze dove si sta subito bene, i muri scrostati ad arte,

soffitti di cotto piccolo una bella scala di legno che porta al laboratorio e la conservazione dei fiori.

Passando sull’altro marciapiede, attraversi automaticamente per guardare

in vetrina i suoi grandi papaveri le rose i tulipani le piante.

 

E ora dentro trovi un piccolo bar, due tavolini, un ripiano di paste tartine e croissants.

 Nell’altra stanza, sei forse otto tavoli, è diventato un ristorante tra vasi pieni di fiori.

 E’ bellissimo, piacevole, improvvisamente vuoi mangiare lì, merenda, caffè, qualsiasi cosa,

 nessuno vuole piu’ andare via senza averci abitato almeno un po’.

 

E questo è un problema perché noi milanesi lo abbiamo scoperto tutti insieme.

La prenotazione è obbligatoria, se trovi il telefono libero. Di sera non se ne parla,

di giorno, se è bello e con il sole come oggi, aspetti che ti chiamino seduti sulla panchina in piazza,

in attesa che si liberi un tavolo.

 

Un successo,  dovuto sì alla grazia dell’ambiente e ai profumi dei fiori,

 ma soprattutto allo stato d’animo di questa città

 che si è inasprita da un po’ e nessun locale ha saputo scaldare così.

Non è un nuovo ristorante, a chi interessa un posto alla moda in piu’, ai turisti forse, alle modelle,

al milanese non solo non gli importa, ma è già prevenuto alla notizia. “ ha aperto pinco pallino, hai sentito?

Echissenefrega” ecco la risposta del mio concittadino. Lui non vuole tendenza ma rassicurazione.

Quel posto, senza il Bianchi dietro, non avrebbe oggi nessuna chance a milano.

Quando si spazzola via un vecchio e buon negozio qui, puoi aprire anche le porte del paradiso al suo posto,

l’accoglienza in città è un mugugno e un rifiuto di novità.

 

Ma questo è il Bianchi, il fioraio di milano, ma va? Ed è subito rassicurante quanto pieno.

Si sta lì felici a parlare a voce alta, ci si riconosce nelle facce e nel sociale borghese,

 non si mangia bene, ma neanche male, si beve benissimo, anche il caffè, e cosa ci importa a noi,

abbiamo già mangiato di tutto dappertutto.

 

 

 


12:44:03 PM    comment []

© Copyright 2005 Marina Wiesendanger.
 


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