Marina Wiesendanger's
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  29/08/2007; 22.20.39


venerdì 27 luglio 2007


 

 

Lei ha detto che doveva fare pipì. Ma mai, ha giurato, l’avrebbe fatta in piscina.

Io grata sono skizzata fuori dall’acqua e col costume intero, bagnato, e i piedi pure bagnati ho infilato le scarpe da tennis e l’ho portata, sguazzandomi i pollici, al bagno degli ospiti.

Lei è piccola, ha cinque anni, si chiama Sofia, viene da Bogotà. Sta qui in vacanza con i nonni, lui tedesco lei portoghese. Ha una sorella minore, Ana,  di cognome fanno Wassman Silberwasser o qualcosa d’altro, infatti la piccola Ana, tre anni, all’asilo, richiesta di dati, dice my name is Ana blabla.

So che il mio bagno è grande, lo so, sono io che l’ho voluto così. Ma non mi ero mai resa conto che in realtà è un salotto con i servizi. Deve essere stato per via di quella poltrona che ho messo nel centro, che era spoglio, vicino al tavolo e alla seggiola.  Lei invece ha capito subito che non era normale e si è messa a ridere e ha detto qualcosa a sua nonna in una lingua mischiata che non potevo afferrare, però guardandola, piccola e nuda, seduta lì sulla toilette ho capito che si divertiva. Poi io ho chiesto se potevo offrire da bere e le due bambine hanno detto di sì, mentre la nonna si schermiva, ma è risultato che non avevo il succo giusto, quello monoporzione  con la cannuccia e quadrato. Me lo indicavano tenendo le manine a coppa. Ho dovuto dire no, e spiacendomi molto ho tirato fuori ogni cosa da bere, il latte al cioccolato il succo di carote e di pesca, quello con ananas e vaniglia.  Sofia intanto girava per la cucina, la casa, mentre la piccola mischiava i liquidi come una fontanella al contrario.

Le guardavo con aria  felice la piccola pancia che si gonfiava tranquilla.  E sento Sofia che dice a sua nonna, in tono veloce come una donna d’affari “ dì al nonno di comprare questa casa”

E ripete in anglospagnolo “ este house pronto, claro?”

Mi hanno lasciato troppo presto, tra baci e risate e promesse.  Dopodomani tornano, chissà che cosa succede quando andranno nel mio bagno, quello di sopra.. Mi porteranno un assegno?  E’ la terza volta che un bambino decide che deve vivere qui.  L’anno scorso Nicola, tre anni, mi ha proposto uno scambio, Paciano contro Pianogrillo.. Ho detto ok, ogni tanto va bene.  E come dimenticarmi di Elisa che qui ci ha vissuto davvero per giorni, e senza di noi.  Partendo ha chiesto ai genitori, cosa fanno Kobi e Maina qui in casa nosta senza di me?

 

Io, di me non so se sono bambina o se faccio case per loro. Nel dubbio nel sorriso nel ripensarci stanotte come al più gran complimento, dopo una vita di duro lavoro, mi sono svegliata ancora colpita. Colpo di strega. E oggi, sola e aulin e cerotto.

 

 

 


11:18:38 PM    comment []

© Copyright 2007 Marina Wiesendanger.
 


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